Chi è Flavio Tosi

Flavio Tosi

Biografia

«In realtà la gente vuole concretezza e io sono un moderato che bada a essere concreto». L’esempio gliel’hanno dato il padre, Diego, impiegato alla Mondadori. La madre, instancabile casalinga. Il nonno carabiniere. Più in generale, tutta la sua famiglia non ha mai dato troppa importanza alle parole: meglio i fatti.

Flavio Tosi, 46 anni, dal 2007 sindaco di Verona, e da luglio 2015 – quando è stato fondato ufficialmente il movimento politico a seguito dell’assurda e ingiustificabile espulsione dalla Lega decretata da Matteo Salvini – segretario di Fare!, non ha mai voluto abbandonare la propria città e la sua gente. Quella che lo ha eletto primo cittadino col 61 per cento dei voti nel 2007 e che cinque anni dopo lo ha riconfermato col 57 per cento, caso piuttosto raro in una grande città italiana.

Tosi non ha lasciato Verona nemmeno quando – e siamo a giugno 2014 – eletto al parlamento europeo da oltre 100 mila persone nonostante avesse dichiarato in campagna elettorale che sarebbe rimasto fedele alla carica di sindaco (era una candidatura di servizio, per aiutare il Carroccio) avrebbe potuto accettare un ruolo ben più remunerativo e di minor responsabilità. Nella “Versione di Tosi, intervista con il leghista eretico” (Marsilio 2012), disse che da piccolo voleva fare l’inventore: «Ho ancora un album con i disegni a matita delle più strampalate macchine a vapore. Fra l’altro scrivevo a rovescio». Come Leonardo da Vinci, sottolineò l’intervistatore, Stefano Lorenzetto. «Sì, ma mica lo sapevo che Leonardo da Vinci scriveva così. A me era venuto naturale fin dall’inizio. Poi mi sono corretto. Ho cominciato a scrivere a 4 anni. M’insegnò mia sorella Barbara, che frequentava la prima elementare. A 5 sapevo già leggere». Da Leonardo da Vinci al Liceo Classico Scipione Maffei. Poi, per un biennio, ha fatto avanti e indietro da Brescia, dove ha frequentato la facoltà di Ingegneria.

L’ascesa politica è rapida: nel 2000, a 31 anni, viene eletto consigliere regionale veneto per la Lega Nord. Un lustro più tardi viene rieletto col record di 28 mila preferenze: diventa assessore regionale alla Sanità.
Durante il suo mandato di sindaco, i media nazionali lo ribattezzano come “sceriffo”: del suo pragmatismo e delle battaglie in difesa dei propri cittadini scrivono e parlano tutti, anche all’estero. Niente slogan (e niente cravatta, accessorio che detesta), ma le parole di Flavio, pur pacate, sono pietre. «L’ospite che più l’ha messa in difficoltà?» chiede il giornalista Andrea Scanzi al collega Gad Lerner. «Il sindaco di Verona, Flavio Tosi. Mi ha sotterrato. Mai avere la puzza sotto al naso».

Alla Lega, Flavio – come lo chiamano tutti per le vie di Verona – dedica 25 anni di vita, prima come militante, poi assumendo incarichi sempre più importanti: a giugno 2012 diventa segretario nazionale della Lega Nord-Liga Veneta. Il 6 ottobre 2013, dal Palabam di Mantova, Tosi lancia la Fondazione “Ricostruiamo il Paese”: l’obiettivo è quello di organizzare le primarie nazionali di centrodestra e di sostenere la sua candidatura a leader della coalizione. La Fondazione è presente in tutta Italia tramite una rete di Fari, ossia comitati provinciali che consentono ai cittadini di partecipare attivamente, attraverso la propria adesione, al progetto di cambiamento. Il 14 marzo 2015, ricevuta la notifica di espulsione dalla Lega, Tosi si candida alla presidenza della Regione Veneto, e in soli due mesi di campagna elettorale, con una lista a suo nome e l’appoggio del NCD, ottiene oltre 260 mila voti, il 12 per cento.

Flavio voleva fare l’inventore. Oggi vuole ridare speranza alla gente. Con i fatti, non con gli slogan.